giovedì, 25 giugno 2009

Dedicato a te

Eterna seconda, che rincorri da una vita, che non ti piaci mai, che non hai mai creduto davvero in te, che hai sempre pensato che gli altri fossero migliori, che hai tanto amato da convincerti che l'amore non fa per te, che innanzitutto è colpa tua, che sempre concedi agli altri il beneficio del dubbio ma mai a te, che ti sentivi in pericolo, che qualcuno prima o poi sarebbe arrivato a toglierti quello che a fatica avevi conquistato, che il tempismo proprio non è cosa tua, che un amico vero ti è sempre mancato, che forse devi smettere di cercare, che il buono che hai seminato passerà inosservato agli occhi dei più, che nessuno guarderà il mondo con i tuoi di occhi, che quando riuscirai a mandare affanculo qualcuno avrai imparato a difenderti, che quel giorno speri di trovare qualcuno al tuo fianco, che le cose non andranno mai come vorresti, che però da ora in poi prometti di volerti più bene, che più nessuno calpesterà quei gigli di campo, che imparerai ad avere fiducia, che non aspetterai più una conferma, semmai ti stupirai della velocità con cui accadranno le cose, che non guarderai indietro, mai più, che se lo farai, sarà solo per essere orgogliosa della strada che hai fatto, che la storia ha iniziato un nuovo corso, che finalmente sei sul gradino più alto del podio. Che tutto il bene del mondo, te lo sei meritato.
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categoria: guinness, figate, very important person
lunedì, 01 giugno 2009

Farsi due conti

Inizio settimana numero 4 della nuova vita. Bilancio non male, ma senza entusiasmo. Lavoro ottimo, anche se parecchio stancante, ma forse è solo il brusco passaggio da navigata studiosa a (vecchia) lavoratrice. Sì, la solita storia del sentirsi vecchi...(dura dai 15 anni). Ma tutto sommato, il primo stipendio si avvicina e le ferie (che non mi spetterebbero) sono al vaglio delle sacre rote. Qualche pillola (e tigella) in più, ma secondo me ci sta, niente di preoccupante. Quindi direi che mi do un bel 7, a cui aggiungiamo un meno per la momentaneamente arrancante vita sociale (per la quale per la cronaca non mi rimangono molte energie). Predilezione per le subordinate, possibilmente concessive, o causali, benché non siano mai state il mio forte. Poche metafore, più sinestesie, e qualche litote, 3 kg di frutta e una vaschetta di gelato (5 euro, ma li mortacci tua). Dovrei togliere un po' di minchiate da questa casa, ma non ce le ho messe io. Quasi quasi ora mi spacchetto uno degli eurolibri che la mia coinquilina lascia nel cellophane, dalla voglia che ha di leggerseli. Ah no, stasera c'è un film. Me sto a fa' 'na cultura.
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categoria: stream of consciousness, novità, confessionale, tuttocittà
lunedì, 11 maggio 2009

E non svegliatemi

Perché è una gran figata. Primo giorno di lavoro, secondo in questa nuova città. Ribadisco. Una gran figata. Nel giro di mezza giornata avevo: una scrivania, un mac tutto configurato (un tecnico c'ha lavorato 3 ore..e ci tengo a precisare, PER ME), un account di ichat interna, un indirizzo mail aziendale con una firma più lunga di qualunque mail abbia mai ricevuto, due blocchetti di post-it, un blocco note, cancelleria a fiume, un telefono con INTERNO. Alle 18.30 avevo già scritto un comunicato. Alle 19.30 avevo un appartamento. Ah, tutto questo in attesa che si liberi il MIO ufficio. Non poteva piovere per sempre del resto.
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categoria: novità, figate
lunedì, 04 maggio 2009

Nuovi inizi

In realtà, ancora non è detto. We (actually I) are (am) still waiting for them (new beginnings). Ma non disperiamo, e siamo fiduciosi. Per il momento l’unico nuovo inizio è questo blog, in questa veste e colore e intenzione. Ogni tanto ci vuole. Come un bel trasloco o un taglio ai rami secchi. Mai potato? Ah...esperienza indimenticabile. Atavici proverbi dicono che bisogna eliminare il vecchio per lasciar avanzare il nuovo. So, please Mr New, come in. :)
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categoria: novità
giovedì, 23 aprile 2009

happy end

E pensare che è pure una parte della tesi. Mah...non mi sono mai piaciuti quelli tristi. Preferisco che Otello creda a Desdemona, e non che la sgozzi. Che Orfeo riesca a riportare Euridice nel regno dei vivi, e non che venga sbranato dalle Erinni. Eppure nella vita sono molto più frequenti i finali, se non tragici, perlomeno tristi. Quelli che costellano i ricordi di malinconia e amarezza, quelli che ti fanno sospirare quando meno te l'aspetti. Quelli che sì, bella la calma e la pace dei sensi, ma pensa a quando avevi l'anima in subbuglio. Qualcuno dice che esistono tanti finali parziali, ma fino a quando non arriva quello vero, totale, non hai visto niente. E se Gaber diceva che "c'è una fine per tutto e non è detto che sia per forza la morte", un motivo ce l'avrà avuto. Mah. Continuo a non essere convinta. Intanto sono pronta a partire, per l'ennesima volta. Anche se dubito che sia quella giusta. Però sai che c'è? Al finale rinnovo il contratto ancora per un po'.
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categoria: cose serie, aspettative, sì viaggiare
giovedì, 16 aprile 2009

Buio Pesto Perle Di Saggezza

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categoria: musik, sex and the city, tuttocittà
giovedì, 02 aprile 2009

punto e a capo

La valigia sul letto. Ed è quella di un lungo viaggio. Un viaggio durato sette, intensi anni. In questo posto sono stata felice, davvero tanto, e triste, affranta, abbattuta. Bianco e nero insomma, ma con tante delicatissime sfumature di grigio: giornate belle, su terrazze assolate, e notti freddissime, ma indimenticabili; paure vinte, e sospetti fondati; scoperte amare e incontri cruciali; ricordi amarissimi e pensieri vicini; baci lunghissimi e addii strazianti; chiavi gettate e fiori donati; vino buono e risate forti; insetti schifosi e cani bianchi, piccoli e mansueti; note, tante, innumerevoli davvero, quasi assolute e annichilenti. E amici veri, pochi ma sinceri, e altri falsi, tanti e cattivi. Ma alla fine...

Passerà questo tempo indeciso,
passerai anche tu, motori già più veloci,
passeranno i tuoi occhi blu, passeranno le stelle, le notti più scure, le paure,
passeremo anche noi, sì passeremo anche noi. Passerà questo tempo infelice, questo battere il piede per terra,
finiranno le lotte di razza, gli odori di guerra, la nebbia su questa pianura che non ci si vede,
questo grande picchiare per terra, la terra col piede. Passeranno canzoni sfinite, che hanno già camminato nel vento, non si reggono in piedi,
consumate dal tempo, passeranno le piogge d'inverno, dietro ai vetri appannati, e un passare di stelle cadenti, e desideri infiniti,  passeremo anche noi, passeremo anche noi. Passerà questa strana fortuna, questa mediocrità, le invenzioni per pochi denari, questa normalità. Passerà l'occasione portata dal vento e in un momento passerai anche tu, passeranno i ricordi del cuore, e le strette di mano, chi si lega ai ricordi si sa 
non può andare lontano, la squallida stanza di un uomo
che vive da solo,  passeranno poi tutte le cose, nel bene e nel male, nel bene e nel male, passeranno poi tutte le cose, nel bene e nel male. Passerà questo tempo indeciso, passerai anche tu, passerà un leggero sorriso, che mi sembrerai tu, passeranno emozioni, giornate
e infinite stagioni, passeremo anche noi, si passeremo anche noi, alla fine anche noi, passeremo anche noi, passeranno canzoni ascoltate
per un lungo momento, che ci vivono accanto, a dispetto del tempo, passeranno le piogge d'inverno, dietro ai vetri appannati, e un passare di stelle cadenti  e desideri infiniti,  passeranno i ricordi del cuore,
e le strette di mano, chi si lega ai ricordi si sa non può andare lontano, gli amori così all'improvviso, e di buona fortuna, passeranno poi tutte le cose nel bene e nel male, nel bene e nel male.
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categoria: citazioni, sì viaggiare, tuttocittà
mercoledì, 25 marzo 2009

una canna piena di magia

Un'ebrezza nuova e meravigliosa sentiva dopo una settimana di offuscameno fisico e mentale. Le paure, i dubbi e le incertezze erano sparite e la cosa più sensata da fare restava partire, tornare per l'esattezza. Si era tormentata per giorni sul consiglio di un amico di non andare, perché farlo avrebbe significato rifugiarsi in un luogo più sicuro, in altre parole, scappare. E invece da quel pensiero aveva tratto conclusioni opposte: forse proprio restare avrebbe significato fuggire, dalla paura di regredire, di tornare, di fare i conti con un passato che sembrava chiuso e soprattutto lontano. Quindi pronti via, valigia, scatoloni (borse scarpe sci) e si riparte. E la cosa bella è che non si torna indietro, ma a casa.
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categoria: io imparo, sì viaggiare
sabato, 14 marzo 2009

Una scuola grande come il mondo

C'è una scuola grande come il mondo.
Ci insegnano maestri, professori,
avvocati, muratori,
televisori, giornali,
cartelli stradali,
il sole, i temporali, le stelle.
Ci sono lezioni facili
e lezioni difficili,
brutte, belle e casi cosi.
Ci si impara  a parlare, a giocare,
a dormire, a svegliarsi,
a voler bene e perfino
ad arrabbiarsi.
Ci sono esami tutti i momenti,
ma non ci sono ripetenti:
nessuno può fermarsi a dieci anni,
a quindici, a venti,
e riposare un pochino.
Di imparare non si finisce mai,
e quel che non si sa
è sempre più importante
di quel che si sa già.
Questa scuola è il mondo intero
quanto è grosso:
apri gli occhi e anche tu sarai promosso.

(G. Rodari)
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categoria: citazioni, io imparo
mercoledì, 11 marzo 2009

ah già, dimenticavo.

Era già frustrante uscire di casa per andare a una jam session e trovarci un compleanno di una matricola o giù di lì. Ma agli dei, evidentemente contrari a che quella sera fosse la degna conclusione di una giornata elettrizzante, non bastava. No.
Lei arrivò al pub con l'amica giovane che, sgambettando di qua e di là, aveva già salutato metà dei presenti. E Lei, che sperava di stordire la serata con la musica, si ritrovò costretta alle presentazioni:
amica: conosci Lei?
tizio: no. piacere (a Lei), Bruz. musicologa?
amica: è una ex. ha finito.
tizio: ah. posso offrirvi del vino?
amica: certo. tu che prendi?
...
Bruz e amica scomparivano nelle brume mentre Lei, depressa per la consapevolezza di non essere più il centro di quel mondo, invidiosa dell'energia sprigionantesi da quelle menti sgombre alle prese con la prima canna, si appoggiava al bancone sorseggiando il bicchiere di barolo che, almeno, era riuscita a farsi offrire.
Di tanto in tanto qualche faccia nota varcava la soglia del locale gestito dai due simpatici cinesi, intenti a litigare con un libero cittadino insonne, provocandole una specie di sorriso. A un tratto, mentre conversava amabilmente, si accorse che aveva iniziato a flirtare con un tipo carino, divertente, che in quel momento era al piano e cantava "il suo nome era Cerutti Gino"...i due si guardavano, ricambiandosi, più volte, fino a far sperare che quella degna conclusione fosse vicina. Lei chiese a un amico comune informazioni sul simpatico cabarettista. E lui:
- ma chi? quello??'
E Lei: - eh...
- é gay.
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categoria: sfiga, uomini e donne, tuttocittÃ