domenica, 08 novembre 2009
Senza eta'
il vento soffia la
sua immagine
nel vetro
dietro il bar
gocce di pioggia
bufere d'amore
ogni cosa passa e lascia
Scivola,
scivola vai via
non te ne andare
scivola,
scivola vai via
via da me
Canzoni e poesie
pugnali e parole
i tuoi ricordi
sono vecchi ormai
e i sogni di notte
che chiedono amore
cadono al mattino
senza te
cammina da solo
urlando ai lampioni
non resta che cantare ancora
Scivola,
scivola vai via
non te ne andare
scivola,
scivola vai via
via da me
mercoledì, 28 ottobre 2009
Che farò lontan da te pena dell'anima
senza vederti, senza averti, nè guardarti
anche lontano non vorrò dimenticarti
anche se è ormai impossibil il nostro amor
Come levare via il profumo al fiore?
Come togliere al vento l'armonia?
Come negar che ti amo vita mia?
Come togliermi in petto questa passion?
E a veder che crudel destino ora ne viene
ma che l'ombra ora ci prenda più mi addolora
Il mio cuore mi dice che non può seguirti ancora
e nemmeno questa angustia sopportar
Come levar alle stelle via il bagliore?
Come impedir che corra il fiume al mare?
Come negar che soffre il petto mio?
Come levar dall'anima questa passion?
Come levare via il profumo al fiore?
Come togliere al vento l'armonia?
Fuori dalle braccia tue sulle ginocchia mie
così levarmi in petto questa passion?
Fuori dalle braccia tue sulle ginocchia mie
così levarmi in petto questa passion?
martedì, 20 ottobre 2009
Resto qua
e la miseria sa cosè l'amor
Natale è già passato
e non sono ritornato
lambrette e motorette
spernacchiano l'oscurità
ecco qua
finito lo spettacolo e il miracolo
la luna sul tuo volto
la luce sul mio nome
scrosciano gli applausi
la pioggia li riporta qua
ecco qua
e lo Smeraldo splende sempre
anche per noi
sugli ombrelli e sui cappelli in fila
sull'atrio e sui gemelli
il sipario resta
e non ci sei tu
e non ci sono io
resto qua
mi abbagliano le macchine e i fanali
tre milioni d'anime
non ne fanno una
e quella che ora manca era la mia
ecco qua
e le finestre cambiano i padroni
passano le macchine a milioni
e i miei calzoni
adesso stanno in piedi anche da soli
resto qua
se non hai dato tutto non hai dato ancor
la lama taglia sempre dov'è fine
dov'è fine è il cuore
conosco la mia strada
e la strada riconosce me
ecco qua
regala perle il vento
e ne regalo anch' io
la luna sul tuo volto
la luce sul mio nome
il sipario resta
io me ne vado via
sabato, 10 ottobre 2009
Dopo che l'ennesimo uomo sposato mi ha chiesto il numero di telefono, una riflessione nasce spontanea. Siamo davvero arrivati al capolinea? Voglio dire, è arrivato il tanto atteso momento in cui possiamo dichiarare fallita qualsiasi relazione che si accinga a superare il 3° anno? La monogamia è davvero un'utopia ormai? O può esistere da qualche parte la vaga speranza che si scelga liberamente di passare la propria vita accanto a qualcUNO, che possa esserne testimone privilegiato, senza per questo maledirlo ogni giorno per le infinite possibilità negate di accoppiarsi con altri esseri umani, che NON SIANO quell'UNO? Non credo che il giudizio etico-morale sia di pertinenza né di questa sede, né della sua proprietaria, ma dopo aver collezionato un considerevole numero di esperienze a riguardo, una cosa la voglio dire. Uomini o donne che siate, sappiate che ci sarà SEMPRE un momento in cui la persona che avrete accanto non sarà quella che vorreste, chiunque essa sia. E, potenzialmente, la caccia a questo ALTRO è infinita, il gioco potrebbe durare per tutta la vita, oppure finire, per esempio, il giorno in cui quel qualcUNO dovesse stancarsi di giocare. Quello potrebbe essere il giorno adatto per rendersi conto di aver perso l'unica cosa che abbia mai veramente contato. Non deve essere un bel giorno, quello.
domenica, 27 settembre 2009
Alla fine aveva ragione lui, come sempre del resto. Ho scherzato col fuoco e mi sono bruciata, ho voluto la bicicletta e ora pedalo. E' un po' ingiusto, se ci pensi bene, ma è così e ce lo faremo andar bene. La malinconia è tanta e a tratti opprimente. E' tutto nuovo, nel bene e nel male, e io non so se sarò brava a gestirlo. Mi sento piena e vuota nello stesso tempo, appagata e un po' in colpa. E dire che stavo frenando con mani e piedi...Mi manchi e non dovresti. Non so neanche cosa pensi, se ci pensi. Paura o no, mi sarebbe piaciuto tentare..chissà come sarebbe stato...strano, sicuramente. Tra qualche giorno potrei anche sentirmi terribilmente incazzata, spero non con te. E' tutto sbagliato, ma non me ne pento. Spero tu dorma bene stanotte, anche senza di me. E spero domattina di non sentire troppo la tua mancanza. Op. 11 n. 2.
sabato, 12 settembre 2009
Nella vita di una donna arriva sempre, prima o poi, il momento di ricoprire il tanto odiato ruolo dell' "altra", contrapposto a quello - ormai inflazionato - della "lei", la fidanzata. Ach! Obiettivo di gran parte del gentil sesso è quest'ultimo, fatidico ruolo. Obiettivo di un'adolescenza vissuta aspirando a occupare quell'unico, importantissimo, sedile posteriore del motorino dell'amato, deisiderando di essere invitate al celeberrimo ballo, di essere ufficialmente riconosciute come la "ragazza di". Poi si cresce. Ma sfortunatamente l'aumento dell'età anagrafica non è - quasi mai - direttamente proporzionale al cambiamento di obiettivi e a quel decisivo allargamento (maliziosi...) di prospettiva che ti fa entrare di diritto nell'età adulta. E così, sulla soglia di trent'anni, ti ritrovi a desiderare l'unica cosa che tu abbia mai voluto nella vita: essere la "ragazza di". In quanto tale, uno dei tuoi doveri consisterà nell'incarnare il bene, nell'eterna lotta tra bene e male, laddove il male è facilmente identificabile con l' "altra". Quell'amica storica, che "non c'è mai stato mai niente, di che ti preoccupi? non essere paranoica". Proprio quella. E il bello è che te la bevi, che gli credi. MA fino al giorno in cui "quella", "l'altra" diventi tu. Ed è lì che smetti di crederci, è lì che capisci che la tua vita sarà un continuo desiderare di essere la fidanzata quando sei l'amante, e viceversa. Perciò con l'unica, magra consolazione che ci sarà sempre una lei, e sempre un'altra, amiche mie, rilassetevi e godetevi la vita. Amen.
giovedì, 03 settembre 2009
A volte l'emozione non ha voce. A volte sì. E dai 15 ai 65 erano tutti lì, stretti in un unico abbraccio, enorme, a condividere un ricordo profondo, una parte di noi, che ha molto più di dieci anni. Così sei diventato tuo padre, caro C, in grado di parlare alle stesse corde che sapeva muovere lui. Chissà quante storie c'erano davanti a te stasera, chissà quante lacrime - palesi o nascoste poco importa - quanto amore si è sparso e quanto è volato in cielo, quanto sia arrivato fino a lui. Spiegare non è facile, ma il sobbalzo a ogni nota riconosciuta e lo scoprire gli stessi gesti e le stesse mosse di chi non ho mai potuto conoscere (ma che ugualmente e profondamente amo) ha spazzato le malinconie di una giornata persa a rimuginare. Perciò grazie di cuore, davvero grazie.
Cos’àtru fa, cos’àtru dàghe a ou cè.
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tu chiamale se vuoi
sabato, 29 agosto 2009
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colpi di genio
giovedì, 06 agosto 2009
Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta, e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio.
Finché è possibile senza doversi abbassare, sii in buoni rapporti con tutte le persone.
Di' la veirtà con calma e chiarezza; e ascolta gli altri, anche i noiosi e gli ignoranti; anche loro hanno una storia da raccontare.
Evita le persone volgari ed aggressive, esse opprimono lo spirito. Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio e acredine, perché sempre ci saranno persone più in basso o più in alto di te.
Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti.
Conserva l'interesse per il tuo lavoro, per quanto umile; è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli. Ma ciò non accechi la tua capacità di distinguere la virtù; molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo.
Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti e neppure sii cinico riguardo all'amore; poiché a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è perenne come l'erba.
Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall'età , lasciando con un sorriso sereno la cose della giovinezza.
Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l'improvvisa sfortuna. Ma non tormentarti con l'immaginazione. Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine. Al di là di una disciplina morale, sii tranquillo con te stesso. Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle, tu hai diritto ad essere qui. E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l'universo ti si stia schiudendo come dovrebbe.
Perciò sii in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni, conserva la pace con la tua anima, pur nella rumorosa confusione della vita.
Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infatti, è ancora un mondo stupendo.
Fai attenzione.
Cerca di essere felice.
Anonimo, Baltimora 1692 circa
(trovata nell'antica chiesa di S.Paolo)
p.s. detto questo. saluto tutti e me ne vado in ferie. a bientot.
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cose serie
martedì, 14 luglio 2009
Non ricordavano né il luogo, né l'ora di quando si erano conosciuti. Non sapevano chi ci fosse e perché si trovassero proprio lì e non altrove. Col tempo, insieme, avevano visto giornate di sole mutare in pioggia, ridere l'altro e piangere e ridere di nuovo, si erano sostenuti, una sera avevano perfino litigato, avevano mangiato e visto serate innaffiate di vino e voci forti, erano partiti per terre vicine e parlato di posti lontani, del futuro, di ciò che li aspettava, di quello che amavano, che proprio non soppportavano e di persone importanti; avevano respirato lo stesso entusiasmo e salutato gli stessi volti, festeggiato con loro eventi importanti, sopportato il freddo delle proteste, e il caldo dei traslochi; avevano guardato lontano, ma non abbastanza. Sentivano crescere e rafforzarsi un legame che non avrebbe conosciuto distanza; si erano chiesti, di sicuro, se qualcosa di sbagliato ci fosse e, altrettanto certamente, si erano risposti di no, fino al giorno in cui tutto si sciolse in baci e carezze, prendendo la forma delle cose non dette e neanche consapevolmente desiderate. Forse ora qualcosa di sbagliato c'è, forse adesso non dovrebbero sentirsi così impauriti, confusi, ma inspiegabilmente felici...