giovedì, 14 agosto 2008
Campetto
Cestista di colore
Si toglie la maglietta
Un branco di tartarughe appare sul suo addome
Mi sorride con dei denti che Mentadent Whyte System glifanasega
Mille violini suonati dal vento...
-cugino: quelle sono braccia levate al volley
-io: quelle sono braccia levate a me
sbav sbav e ancora sbav. stasera esco felice.
giovedì, 14 agosto 2008
Di Olimpiadi, è tempo di star meglio. é tempo d'estate (io vado al mare e voi che fate), è di nuovo tempo di corsa, ed è tempo di dimenticare definitivamente. è tempo di medaglie, questo, di tramonti in spiaggia e di bei film. è tempo di riprendersi il proprio tempo, di tagliare i rami secchi, e di godersi i vecchi, passati remoti, amici. Di stupirsi perché rivedersi dopo tutto questo tempo era praticamente impossibile e invece. Di non avere più paura e di non spaventarsi se ne è rimasta un po'. Di cantare. Di dispiacersi e ringraziare perché le cose cambiano. Stupirsi per lo scorrere del tempo, per un giovane amore, per un gran concerto, per una bella serata, per aver dimenticato le pillole a casa, quando prima, senza non si poteva uscire. Perché c'è ancora gente che si sposa, che vuole che l'altro sia testimone della sua vita, perché se uno decide che vuole passare il resto della vita con una persona, vuole che quel resto inizi il più presto possibile.
Pure a me m'hanno chiamata a testimoniare...
In tribunale.
venerdì, 18 luglio 2008
cognata: simpatica tua sorella! ma non ce l'ha un uomo?
fratello: per adesso deve pensare a curarsi...
O_O
(n.d.a. non hanno neanche 40 anni in due. ma pensare a scopare, no eh?)
lunedì, 14 luglio 2008
Punto e a capo. Due punti aperte virgolette. Sì. No. Inserisci/interruzione di pagina. Stop. Semaforo verde. Incontro, addio, taglio di capelli, lavoro, oggetto, libro, stoffa, rewind dei mangianastri, ceretta, casa, porta, finestra, ctrl+alt+canc.
Ci sono tanti tipi di ripartenze, più o meno reali e più o meno sensate. Che ognuno riparta un po' da dove vuole. Io riparto da una lettera. Senza ricordi, né aspettative, per quello che possa importare.
Ho perso parecchie cose per strada, molte ne ho trovate, molte guadagnate. Adesso mi rivendo tutto. E punto sul 18 rosso.
lunedì, 07 luglio 2008
Un concetto, un'idea, finché resta un'idea è soltanto un'astrazione. Cantava Gaber, e cantavo anch'io. Ma tornando, c'è poco da astrarre. Un ritorno è pur sempre un ritorno, e vuoi o non vuoi, quella particella reiterativa ti dice che il senso è inevitabilmente inverso a quello tracciato nell'ultimo anno: si torna indietro. E non c'è sensazione peggiore di quella che ti riporta indietro di spazio, di luogo e di tempo. Ma un tempo non era così. Ci stavo bene qui e forse ci starò ancora, chissà . Ora come ora me ne vado per ritornare quando torneranno le forze e le energie. Mentre scrivo mi accorgo che ci sono troppi -ri e l'angoscia sale ma mi fermo e respiro più forte, convinta del fatto che il passato non torna. E se torna?
Se mio nonno aveva tre palle, era un flipper.
venerdì, 04 luglio 2008
Ne riparleremo. Intanto il mistero del malessere dell'ultima settimana è stato svelato: mi son presa un bell'esaurimento nervoso. Come mio padre alla mia età e come mio nonno (buon'anima), sembra essere una sindrome ereditaria. O semplicemente quello che capita quando uno richiede un po' troppo a se stesso. E io ci son dentro fino al collo, in tutti i sensi: attualmente sono un ammasso di muscoli ipertesi che causano capogiri e vertigini. Per cui fisioterapia posturale e corsi di traning autogeno come se piovessero, tecniche di rilassamento e quant'altro...che io so cos'è, ma non si può dire.
Take care e state calmi, che poi finite come me.
p.s. fra la password potrei cedertela ugualmente, a patto che mi dia la fonte (magari in privato) di "quel" film su Heidi (pare che su emule non si trovi).
lunedì, 23 giugno 2008
è da otto ore che son tornata a Milano, e mi sono già rotta i coglioni.
lunedì, 16 giugno 2008
Un pensiero ti rincorre e - che palle - proprio non ne avresti voglia, che già ti sei fatto tre serie di addominali. Ma tant'è. Sta lì. Eppure è vagamente piacevole, questo senso di svuotamento (e in bagno ci vai regolarmente, benedetto actimel). Una qualche forma di atarassia, per la quale sembra che solo gli altri abbiano il diritto di soffrire...loro sì che soffrono...e tu lì a spiegare che veramente non stai male, che non c'è niente da soffrire, perché per quello c'è sempre una ragione e, soprattutto, c'è sempre tempo. Che poi tu l'hai conosciuto chi ha sofferto davvero, e per motivi che, belin, se erano reali (perfino chi non hai conosciuto, ti manca). Nel tuo piccolo anche tu, ma per fortuna che è piccolo (in questo caso). Ma invece di ringraziare, ti lamenti. "Tu ti lamenti, ma che ti lamenti, pigghia lu vastuni e tira fora li renti" cantava Carmen e andrebbe ascoltata di più, maledizione. Bisognerebbe godersela di più sta vita, invece di sprecarla con cose pesanti nonché superflue e persone che non sono cattive, no, solo troppo poco poeti per evocarne le bellezze (questa è figa, ma l'ha detta Rilke). Ergo, se fosse anche solo un posto a farti stare bene, anche se ti ricorda un sottile dispiacere, fai di tutto per tornarci. O restaci, se puoi. Basta che tu non lo dica, perché se comunichi una gioia, se il mondo capisce che sai essere contento ed entusiasta, è finita. Parla al mondo delle tue delusioni e dei tuoi dolori, e tutti ti mostreranno vicinanza, pur essendo solo sollievo vestito di compiacenza. Parla della gioia e dell'entusiasmo che riesci ancora a provare, e avrai tutti contro. Tornaci in quel posto. Tutt'al più, ovunque tu vada, portalo con te.
martedì, 10 giugno 2008
ci sono musicisti da camera e musicisti da camera (da letto).
mercoledì, 04 giugno 2008
-'sera
-'sera
[...]
-prendo questo
-scusi, posso farle una domanda?
-ehm...sì...
-il fatto che stia comprando un libro con la copertina viola, indossi un maglia a righe viola e porti degli occhiali viola è casuale?
-...EHM...schiarendomi la voce...direi di sì. la maglia l'ho comprata l'anno scorso. gli occhiali quest'anno. il libro è uscito adesso e non credo l'autore della copertina si sia ispirato a me...(per quanto ciò comporterebbe principi di aureola...) (ma che me sto davvero a giustifica'???)
-eh! (con sguardo ammiccante di chi pensa di saperla lunga) non credo proprio. una donna che abbina con così tanta cura capi di abbigliamento non lo fa mai a caso...
-(fra sè)..un libro non è un capo d'abbigliamento, cretino...
-comunque...(con sguardo speranzoso e ammiccando)...tutto questo era per offrirle un aperitivo...
-mi dispiace, non bevo
-neanche acqua?
-no, sto cercando di uccidermi. comunque grazie, arrivederci.